La latenza è il tempo che impiega un dato per andare dal tuo dispositivo a un server su internet e tornare indietro. Si misura in millisecondi (ms): più è bassa, più la connessione è “pronta” a rispondere. Non va confusa con la velocità: puoi avere tanti megabit e una latenza alta, o pochi megabit e una risposta rapidissima.
È il numero che spiega perché una videochiamata va a scatti anche se lo speed test dice 100 mega, o perché un videogioco online è ingiocabile su certe linee. Vediamola senza paroloni.
La latenza in parole semplici
Pensa a un’autostrada. La velocità (la banda, i famosi mega) è quante corsie ha: più corsie, più macchine passano insieme. La latenza è quanto tempo ci mette una singola macchina ad andare a Cagliari e tornare. Puoi avere un’autostrada a otto corsie, ma se la meta è lontanissima ogni viaggio dura comunque tanto.
Oppure pensa a una telefonata con qualcuno dall’altra parte del mondo, di quelle di una volta: tu parli, e la risposta arriva un attimo dopo. Vi parlate sopra, vi interrompete, ripetete “pronto?”. Quello è l’effetto di un ritardo alto. Con una connessione internet succede la stessa cosa, solo che a soffrire sono le videochiamate, il gioco online, il controllo a distanza di un computer o di una telecamera.
Quando fai uno speed test, questo valore lo trovi di solito alla voce “ping”. Ho scritto una voce a parte su cos’è il ping e come leggerlo.

Da cosa dipende la latenza
Il primo fattore è la distanza fisica. Il segnale viaggia veloce, ma non all’infinito: nemmeno la luce copre 70.000 chilometri in un istante. Per questo il satellite tradizionale ha sempre avuto una latenza alta: i satelliti geostazionari stanno a 35.786 km di quota, come spiega l’Agenzia Spaziale Europea, e il segnale deve salire e scendere due volte per ogni domanda e risposta.
Starlink ha cambiato le carte in tavola proprio per questo: i suoi satelliti sono in orbita bassa, molto più vicini. Nel suo aggiornamento sulla rete del 2025 l’azienda ha dichiarato una latenza mediana nelle ore di punta di 25,7 ms per i clienti negli Stati Uniti (dato ripreso anche da The Register). In Italia il valore dipende da zona e instradamento, quindi prendilo come ordine di grandezza, non come promessa.
Gli altri fattori, quelli su cui spesso si può intervenire:
- La tecnologia della linea: fibra fino a casa, FWA, 4G/5G e satellite hanno ritardi diversi.
- Il wifi di casa: un segnale debole o un extender di troppo aggiungono millisecondi e soprattutto sbalzi.
- La rete intasata: se qualcuno scarica un aggiornamento enorme mentre tu sei in chiamata, il ritardo schizza in alto.
- La distanza del server: un server a Milano risponde prima di uno in America.
Quando la latenza conta davvero
Per guardare un film o scaricare un file il ritardo conta poco: il video si carica un po’ in anticipo e nessuno se ne accorge. Conta tantissimo invece in tutto quello che è “botta e risposta”: telefonate VoIP, videochiamate di lavoro, gioco online, desktop remoto, comandi alla domotica.
Per la voce esiste anche un riferimento internazionale: la raccomandazione ITU-T G.114 indica che sotto i 150 ms di ritardo in una direzione la maggior parte delle conversazioni scorre senza fastidio.
🔧 SEZIONE TECNICA – per addetti ai lavori
Se non sei del mestiere puoi saltarla: la parte pratica è subito dopo.
Esempio di calcolo per un collegamento geostazionario: richiesta e risposta richiedono quattro tratte terra-satellite (su, giù, su, giù). Con 35.786 km per tratta sono circa 143.000 km; alla velocità della luce (circa 300.000 km/s) servono circa 477 ms di sola propagazione, a cui si aggiungono elaborazione e instradamento a terra. In orbita bassa le tratte sono di poche centinaia di km, quindi la componente di propagazione diventa marginale e pesano di più rete terrestre, scheduling e congestione. Da monitorare anche il jitter, cioè la variazione del ritardo nel tempo.
In pratica: cosa fare
- Misura bene: fai lo speed test via cavo, non in wifi, e ripetilo in orari diversi.
- Collega con il cavo il PC di lavoro o la console: è il modo più semplice per togliere ritardi e sbalzi.
- Non mettere extender in fila: ogni salto in wifi aggiunge ritardo. Te lo spiego nell’articolo sugli extender wifi.
- Se lavori in videochiamata tutto il giorno, scegli la linea guardando anche la latenza, non solo i mega.
- Se sei in campagna, oggi l’orbita bassa ha cambiato il gioco rispetto al vecchio satellite: vedi le soluzioni di internet satellitare.
Domande correlate sulla latenza
Latenza e ping sono la stessa cosa?
Quasi. Il ping è il comando (o la voce dello speed test) che misura il tempo di andata e ritorno; nella pratica il numero che leggi è il ritardo della tua linea in quel momento.
Che valore è considerato buono?
Dipende dall’uso. Per navigare va bene quasi tutto; per voce e videochiamate conviene restare ben sotto i 150 ms di ritardo in una direzione indicati dall’ITU; per il gioco online competitivo si cerca il valore più basso possibile.
Più mega abbassano la latenza?
Non direttamente. Più banda evita gli intasamenti, e quindi gli sbalzi, ma il ritardo di base dipende da tecnologia, distanza e qualità della rete di casa.
Le tue videochiamate vanno a scatti anche con tanti mega?
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