Telecamere privacy e vicini: è la domanda che mi fanno quasi tutti mentre sono sulla scala con il trapano in mano. “Ma se la telecamera prende anche un pezzo di strada, è un problema?” “E il cancello del vicino?” Domande giustissime: montare una telecamera è facile, montarla nel modo giusto un po’ meno, e sulle telecamere privacy le idee in giro sono parecchio confuse.
In questo articolo ti spiego cosa dice davvero il Garante per la protezione dei dati personali, con i link alle fonti ufficiali, e soprattutto come si imposta un impianto perché telecamere privacy e sicurezza vadano d’accordo. Una premessa onesta: io installo impianti, non sono un avvocato. Ti racconto le regole come sono scritte e come le applico sul campo; per un caso particolare (una lite in corso, un condominio litigioso, un’attività aperta al pubblico) chiedi a un legale.
In questo articolo
- Telecamere privacy: la regola d’oro in una frase
- Cosa puoi riprendere a casa tua
- La strada pubblica: il punto più delicato
- Il vicino: giardino, finestre, cancello
- Parti comuni e condominio
- Il cartello: serve anche ai privati?
- Quanto tempo tenere le registrazioni
- Cosa rischi davvero
- Come configurare le telecamere privacy in 7 passi
- Domande frequenti su telecamere privacy
Telecamere privacy: la regola d’oro in una frase
Se dovessi riassumere tutto il tema telecamere privacy in una riga, sarebbe questa: riprendi casa tua, non quella degli altri e non la strada. Tutto il resto sono dettagli, eccezioni e regolazioni.
Lo dice in modo chiaro il Garante nelle sue FAQ ufficiali sulla videosorveglianza: l’angolo visuale delle riprese deve essere limitato agli spazi di tua esclusiva pertinenza. Niente aree comuni, niente spazi di altri, niente aree pubbliche o di pubblico passaggio.
Pensa alla telecamera come a un portiere che sta sulla soglia di casa tua. Può guardare chi suona al citofono e chi entra in giardino. Non può mettersi a spiare il marciapiede, la piazza o la finestra di fronte. Se il portiere esce dal tuo cancello, sta facendo un altro mestiere.
💡 In breve: casa tua, cortile tuo, ingresso tuo = sì. Strada, marciapiede, piazza, giardino del vicino, scale condominiali = no (salvo eccezioni motivate, che vediamo sotto). Su telecamere privacy e confini, questa è la bussola.
Cosa puoi riprendere a casa tua
Partiamo dalla buona notizia sul fronte telecamere privacy. Se usi le telecamere solo per proteggere la tua casa e la tua famiglia, la legge sulla privacy in pratica ti lascia in pace. Si chiama “esenzione domestica”.
Il Regolamento europeo GDPR, all’articolo 2, dice che non si applica ai trattamenti fatti da una persona fisica per attività “a carattere esclusivamente personale o domestico”. Le stesse FAQ del Garante confermano che le telecamere installate in casa per fini di controllo e sicurezza personale rientrano in questa esclusione.
Quindi, in materia di telecamere privacy, puoi riprendere senza troppi pensieri:
- l’interno della tua abitazione;
- il tuo giardino, se è tuo e solo tuo;
- il tuo cortile, il tuo vialetto, il tuo posto auto privato;
- la porta d’ingresso e il cancello, dal lato tuo.
Attenzione però alla parola chiave: esclusivamente. Le Linee guida EDPB 3/2019 sui dispositivi video (il comitato dei garanti europei, versione definitiva adottata il 29 gennaio 2020) spiegano che questa esenzione va interpretata in modo restrittivo. Il loro esempio è proprio il giardino recintato: va bene solo se la telecamera non copre, nemmeno in parte, uno spazio pubblico o una proprietà confinante.
Anche dentro casa, sul tema telecamere privacy, ci sono due accortezze, sempre dalle FAQ del Garante:
- niente telecamere in ambienti che ledono la dignità, tipo il bagno;
- se in casa lavora qualcuno (colf, badante, babysitter), deve essere informato della presenza delle telecamere.
E un’altra cosa che il Garante scrive nero su bianco: i filmati non vanno diffusi. Il video del ladro che si arrampica sul cancello lo porti ai Carabinieri, non lo carichi sul gruppo Facebook del paese.

La strada pubblica: il punto più delicato
Eccoci al nodo vero delle telecamere privacy. Quasi ogni casa ha una telecamera sopra il cancello, e quasi ogni telecamera sopra il cancello, se la monti “a occhio”, prende anche un bel pezzo di strada.
Qui l’esenzione domestica salta. Non lo dico io: lo ha stabilito la Corte di giustizia dell’Unione europea nella sentenza Ryneš (causa C-212/13, 11 dicembre 2014). Un signore aveva messo una telecamera sulla casa di famiglia che inquadrava anche la strada. La Corte ha detto che, se la ripresa si estende anche solo in parte allo spazio pubblico, non è più un’attività “esclusivamente personale o domestica”. Le Linee guida EDPB riprendono esattamente questo principio.
Tradotto in linguaggio da telecamere privacy: appena la tua telecamera guarda la strada, sei dentro le regole del GDPR come un qualsiasi titolare del trattamento. E per riprendere aree pubbliche le FAQ del Garante sono nette: è vietato riprendere aree pubbliche o di pubblico passaggio.
C’è un caso reale di telecamere privacy molto istruttivo, pubblicato dal Garante: il provvedimento del 12 ottobre 2023 (doc. web 9949494). Una signora aveva una telecamera motorizzata sopra l’ingresso, comandabile a 360 gradi dallo smartphone, con audio. Inquadrava anche parte di un parco giochi e di una piazza. Il Garante ha dichiarato il trattamento illecito e le ha dato un ammonimento. Nel provvedimento si spiega che riprendere spazi pubblici è ammesso solo davanti a un rischio effettivo e documentato (minacce, furti già subiti), che lì non era stato dimostrato.
⚠️ Attenzione: “tanto è solo un pezzetto di marciapiede” non è una giustificazione. La regola europea parla di spazio pubblico ripreso “anche solo parzialmente”. La soluzione non è sperare che nessuno se ne accorga: è oscurare quella parte con le maschere privacy (te lo spiego più sotto).
Quindi, nella pratica delle telecamere privacy, cosa si fa con quella sul cancello? Si fa quello che il Garante chiama “minimo indispensabile”:
- si orienta la telecamera verso il tuo ingresso, non verso la carreggiata;
- si stringe l’inquadratura (o si sceglie un obiettivo meno grandangolare);
- la parte di strada che resta comunque nel quadro si copre con una zona nera, la “maschera privacy”.
Con la maschera, che è lo strumento base delle telecamere privacy, quella porzione di immagine non viene proprio registrata: il registratore vede un rettangolo nero. È la stessa tecnica che le Linee guida EDPB citano come buona pratica (mascheramento o offuscamento delle zone non rilevanti).
Il vicino: giardino, finestre, cancello
Se la strada è il nodo delle telecamere privacy, il vicino è il nodo dei rapporti umani. E qui, oltre alla privacy, entra in gioco anche il codice penale.
Il provvedimento generale del Garante sulla videosorveglianza dell’8 aprile 2010 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29 aprile 2010), al punto 6.1 dedicato ai privati, dice che anche quando la normativa privacy non si applica, l’angolo visuale va limitato allo spazio di tua pertinenza: niente aree comuni e niente ingressi altrui. Lo scopo dichiarato è evitare il reato di interferenze illecite nella vita privata.
Quel reato è l’articolo 615-bis del codice penale: chi con strumenti di ripresa visiva o sonora si procura indebitamente immagini o notizie della vita privata che si svolge in un’abitazione o nei luoghi privati collegati è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Non è una multa per divieto di sosta.
Ora, per correttezza, ti dico anche l’altra faccia. La Cassazione ha chiarito più volte che il 615-bis protegge la vita privata “al riparo” degli sguardi. Per esempio, con la sentenza n. 44156 del 2008 (Sez. V) ha escluso il reato per riprese di spazi comuni non recintati e comunque esposti alla vista di estranei. Ma questo non significa “via libera”: quelle riprese restano un problema dal punto di vista della privacy, e il giardino recintato o la finestra del vicino sono proprio il caso che il 615-bis vuole tutelare.
In concreto, per stare in regola con le telecamere privacy, la tua telecamera non deve inquadrare:
- il giardino o il cortile del vicino, anche se “si vede solo un angolo”;
- le sue finestre, il balcone, la porta di casa;
- il suo posto auto o il suo cancello.
Una situazione che trovo spesso: due villette affiancate, con un muretto basso in mezzo. La telecamera sul lato sinistro di una casa, se montata dritta, prende metà del giardino accanto. Bastano dieci minuti per ruotarla di qualche grado e mascherare la parte oltre il muretto. Sulle telecamere privacy è il miglior investimento di tempo che conosco: dieci minuti contro mesi di musi lunghi (e magari un reclamo al Garante).

Parti comuni e condominio
Se abiti in condominio, le regole su telecamere privacy cambiano parecchio, perché pianerottolo, scale, androne e cortile non sono “tuoi”: sono di tutti.
Il Garante, nelle FAQ sulla videosorveglianza, distingue due casi:
- la telecamera del singolo condomino: deve inquadrare solo la sua porta o il suo spazio esclusivo, senza riprendere scale, pianerottoli, cortili comuni, nemmeno “solo in diretta” senza registrare;
- l’impianto del condominio: lo decide l’assemblea, con la maggioranza prevista dal codice civile, con cartelli e conservazione delle immagini per un periodo limitato (il Garante indica come congruo un termine non superiore a 7 giorni).
Il condominio, per le telecamere privacy, merita un discorso a parte, con delibere, responsabili e tempi di conservazione: qui mi fermo, perché l’articolo è pensato per la casa singola. Per uffici, negozi e aziende, dove le regole sono ancora diverse (lavoratori, Statuto, accordi sindacali), trovi tutto nella pagina dedicata alla videosorveglianza aziendale a norma privacy.
Il cartello: serve anche ai privati?
Domanda classica: “Devo mettere il cartello con la telecamera disegnata?”. La risposta, come sempre con le telecamere privacy, dipende da dove guarda l’obiettivo.
- Telecamera che riprende solo spazi tuoi (interno, giardino privato chiuso): sei nell’esenzione domestica, e il GDPR con i suoi obblighi di informativa non si applica. Restano però le accortezze viste prima, come informare chi lavora in casa.
- Telecamera che riprende, anche in parte, aree dove passano altri: sei fuori dall’esenzione e valgono le regole generali. Le FAQ del Garante dicono che le persone devono sempre essere informate, con un cartello posizionato prima di entrare nella zona ripresa.
Il mio consiglio da tecnico, comunque: il cartello mettilo lo stesso al cancello. Costa poco, è un deterrente e toglie ogni ambiguità con postino, corriere e ospiti. Come deve essere fatto, cosa scriverci e quando è davvero obbligatorio te lo spiego nella wiki dedicata: cartello videosorveglianza obbligatorio.
💡 In breve: il cartello non sana una telecamera puntata male. Se inquadri la strada senza motivo, il cartello non ti mette in regola: ti mette in regola girare la telecamera.
Quanto tempo tenere le registrazioni
Altro tema che salta fuori sempre quando si parla di telecamere privacy: “Quanti giorni deve registrare il mio NVR?”.
Per l’uso strettamente domestico le regole sulle telecamere privacy non fissano un numero di giorni per legge. Ma il buon senso del Garante è un ottimo riferimento anche per casa tua:
- le FAQ spiegano che di solito un danno si scopre entro uno o due giorni, e che più si allunga la conservazione (soprattutto oltre le 72 ore) più serve una motivazione solida;
- il provvedimento del 2010 parla di poche ore o al massimo 24 ore come regola, con tempi più lunghi (di norma non oltre la settimana) per esigenze particolari come ferie o chiusure;
- per il condominio, come visto, non oltre 7 giorni.
Io di solito imposto la sovrascrittura automatica: il registratore cancella da solo le immagini più vecchie. Se sei via per due settimane in una seconda casa, è ragionevole tenere un po’ di più; se sei a casa tutti i giorni, qualche giorno basta e avanza. Quanto spazio serve per i giorni che scegli lo trovi nella wiki spazio di registrazione delle telecamere.
Cosa rischi davvero
Sulle telecamere privacy facciamo un po’ di chiarezza, senza terrorismo ma anche senza minimizzare. Le strade sono tre.
1. Il reclamo al Garante. Chiunque si senta ripreso (vicino, passante) può segnalare. Nei casi di privati che ho citato, come il provvedimento del 12 ottobre 2023, il Garante ha dichiarato il trattamento illecito e ha chiuso con un ammonimento, anche perché la telecamera era stata nel frattempo rimpiazzata con una fissa puntata sull’ingresso. Ma attenzione: l’ammonimento non è un “liberi tutti”. Il GDPR (art. 83) prevede sanzioni amministrative pecuniarie, e quando il caso è meno lieve o si ripete il conto può arrivare.
2. Il penale. Se la telecamera entra nella vita privata del vicino (giardino recintato, finestre, interno di casa), si rischia la querela per l’art. 615-bis visto sopra. E se poi diffondi quelle immagini, il secondo comma punisce anche la diffusione.
3. I rapporti di vicinato. Non è una sanzione di legge, ma chi vive in un paese sa che è la più pesante. Una telecamera puntata sul giardino accanto è una dichiarazione di guerra, anche se non era tua intenzione.
Lo ripeto perché è giusto farlo: non sono un avvocato. Ti descrivo le regole e i casi pubblicati; se hai già una contestazione in corso o una situazione particolare, parlane con un legale prima di toccare qualunque cosa.
🔧 SEZIONE TECNICA – per addetti ai lavori
Se non sei del mestiere puoi saltarla: la parte pratica è subito dopo.
Telecamere privacy: maschere (privacy masking)
Quasi tutti i NVR e le telecamere IP di fascia professionale permettono di definire aree poligonali o rettangolari oscurate. Le maschere vanno applicate a livello di telecamera (encoder), non solo nella vista del client: così la porzione oscurata non finisce mai nel flusso registrato. Verifica sempre sul file registrato, non solo sul live.
Su PTZ e telecamere motorizzate controlla che la maschera segua lo zoom e il brandeggio (maschere “3D” o legate alle coordinate PTZ). Se il modello non lo supporta, su un ingresso domestico conviene una camera fissa: il caso del provvedimento 9949494 nasce proprio da una 360° comandabile da app.
Zone di rilevamento ≠ maschere
Le zone di motion detection o di rilevamento intelligente (persona/veicolo, linea virtuale, intrusione) servono a decidere quando scatta un evento. Non oscurano nulla: l’area fuori zona viene comunque registrata. Per la conformità serve la maschera; la zona di rilevamento serve a ridurre i falsi allarmi (auto che passano in strada, chiome degli alberi).
Ottica e angolo di campo
Un 2,8 mm su sensore da 1/2,8″ copre indicativamente oltre 100° in orizzontale: ottimo per un ambiente interno, spesso eccessivo su un cancello affacciato sulla strada. Un varifocale motorizzato permette di stringere il campo in fase di installazione senza cambiare telecamera.
Audio
Le Linee guida EDPB 3/2019 (par. 129) indicano di disattivare le funzioni non necessarie, come la registrazione audio. Disattiva microfono e audio nel profilo di stream (main e sub) e, se presente, l’altoparlante bidirezionale.
Sicurezza degli accessi
| Misura | Cosa fare |
|---|---|
| Credenziali | Password unica e robusta per NVR e ogni camera; mai le credenziali di fabbrica |
| Utenti | Un utente per persona, con permessi minimi (solo live, solo playback) |
| Accesso remoto | Niente port forwarding di 80/554/8000 verso Internet; meglio VPN o cloud P2P del produttore con 2FA |
| Cifratura | HTTPS sull’interfaccia web, stream cifrato se supportato (EDPB par. 134: cifratura e canali sicuri) |
| Firmware | Aggiornato; disattivare UPnP, servizi non usati, P2P se non serve |
| Rete | Camere su VLAN dedicata o rete PoE isolata dall’NVR |
| Conservazione | Sovrascrittura automatica a N giorni impostata sul disco (es. 2–7 giorni) |
Sulla scelta tra camere Wi‑Fi e PoE (con impatto anche sulla sicurezza della rete) c’è l’articolo telecamere Wi‑Fi o cablate PoE.
Come configurare le telecamere privacy in 7 passi
Bene, torniamo alla parte per tutti: telecamere privacy in pratica. Ecco come imposto io un impianto domestico perché le telecamere privacy e vicinato vadano d’accordo. Puoi usarla come lista di controllo anche su un impianto che hai già.
1. Prima guarda, poi fora. Prima di fissare la staffa, collega la telecamera e guarda l’immagine sul telefono. Muovila finché il quadro mostra il tuo ingresso, il tuo vialetto, il tuo cortile. È lì che si decide l’80% della partita.
2. Stringi l’inquadratura. È il segreto meno noto delle telecamere privacy: più grandangolo non vuol dire più sicurezza: vuol dire più strada e più vicino nel video, e persone più piccole e meno riconoscibili. Meglio un quadro stretto su ciò che conta.
3. Metti le maschere privacy. Sono il cuore delle telecamere privacy. La striscia di strada, il cancello di fronte, la finestra del vicino: si coprono con un rettangolo nero dal menu della telecamera o del registratore. Poi controlla una registrazione per essere sicuro che il nero ci sia anche lì.
4. Disegna le zone di rilevamento. Fai scattare gli avvisi solo per chi entra nel tuo spazio, non per ogni auto che passa. Così ti arrivano meno notifiche inutili e smetti di ignorarle tutte.
5. Spegni l’audio. Per la sicurezza di casa le immagini bastano. Il microfono che registra le chiacchiere di chi passa sul marciapiede è una complicazione in più, e le Linee guida europee consigliano proprio di disattivare le funzioni non necessarie.
6. Chiudi a chiave l’accesso. Password vera, utenti separati, app aggiornata, niente impostazioni di fabbrica. Una telecamera bucata non è solo un problema tuo: chi la buca vede anche chi passa davanti a casa tua.
7. Imposta la cancellazione automatica. Ultimo tassello delle telecamere privacy fatte bene. Pochi giorni di registrazione in sovrascrittura. Se succede qualcosa, salvi solo quello spezzone e lo consegni a chi di dovere.

👷 Il parere del tecnico
Sulle telecamere privacy vedo due errori opposti. C’è chi non ci pensa proprio e monta un grandangolo che inquadra mezzo quartiere. E c’è chi si spaventa così tanto che rinuncia a proteggere casa. La verità sta nel mezzo: una telecamera ben puntata, con due maschere fatte bene e l’audio spento, ti protegge e non dà fastidio a nessuno. È una questione di mezz’ora in più in fase di installazione, non di rinunciare alla sicurezza. — Gianfranco Grassi, Internet Ovunque Sardegna
Domande frequenti su telecamere privacy
Posso riprendere la strada davanti a casa se ho subito un furto?
Il Garante ammette la ripresa di aree pubbliche solo in presenza di un rischio concreto e documentato (furti subiti, minacce), e comunque limitata al minimo indispensabile. In quel caso le riprese escono dall’esenzione domestica e valgono le regole del GDPR, cartello compreso. È proprio il tipo di situazione in cui conviene sentire un legale.
Una telecamera finta o spenta che punta sulla strada è un problema?
Se non riprende né registra nulla, non tratta dati personali. Ma il vicino o il passante non può saperlo: è facile che nascano segnalazioni e discussioni. Se è un deterrente, meglio puntarla verso la tua proprietà.
Le telecamere privacy con maschere oscurate sono a norma?
Le maschere privacy sono lo strumento che le Linee guida EDPB indicano come buona pratica per escludere le zone non rilevanti. Se l’area oscurata copre davvero strada e proprietà altrui anche nelle registrazioni, l’impianto rispetta il principio di ripresa limitata ai tuoi spazi.
Il vicino mi ha messo una telecamera che guarda il mio giardino: cosa posso fare?
Prima prova a parlarne: spesso è un’inquadratura sbagliata, non cattiveria. Se non si risolve, puoi presentare un reclamo al Garante; se la ripresa entra nella tua vita privata, la questione può avere rilievo penale (art. 615-bis c.p.). In entrambi i casi, un legale ti indica la strada giusta.
Per le telecamere privacy devo registrare anche l’audio?
No, e te lo sconsiglio. Per la sicurezza di casa le immagini bastano, e le Linee guida europee suggeriscono di disattivare le funzioni non necessarie come l’audio.
Vuoi telecamere che proteggono casa senza riprendere strada e vicini?
Progetto e installo impianti di videosorveglianza con inquadrature e maschere privacy fatte bene, in tutta la Sardegna. Preventivo gratuito.
Scopri la videosorveglianza IoS → · Scrivici su WhatsApp · 📞 320 539 9000


