WPA2 e WPA3 sono i due “lucchetti” che proteggono il Wi‑Fi di casa e dell’ufficio: cifrano quello che viaggia nell’aria e decidono chi può entrare. Il secondo è il lucchetto più recente e più robusto; il WPA2 va ancora bene, ma solo con una password lunga e seria.
Se apri le impostazioni del router e trovi una voce tipo “Sicurezza: WPA2‑PSK” o qualcosa di simile, è di questo che stiamo parlando. Non serve diventare esperti: bastano tre minuti per capire cosa scegliere.
WPA3 in parole semplici
Pensa al Wi‑Fi come a una radio che trasmette in tutta la casa, e anche un po’ fuori, sul pianerottolo o in strada. Chiunque sia nei paraggi “sente” il segnale. Il lucchetto serve a due cose: far entrare solo chi ha la chiave e rendere incomprensibile, per gli altri, quello che passa.
Il WPA2 è come una buona serratura degli anni Duemila: funziona, ma un ladro paziente può portarsi via una copia della “chiave scritta” e provare password su password con calma, a casa sua. Se la password è corta o banale, prima o poi la indovina.
Il lucchetto nuovo è come una serratura moderna: ogni tentativo va fatto lì, davanti alla porta, uno alla volta. Copiare e provare in santa pace non funziona più. Per questo una password debole fa molti meno danni.

Che differenza c’è tra WPA2 e WPA3
Le sigle le decide la Wi‑Fi Alliance, il consorzio che certifica i prodotti Wi‑Fi. Nel suo comunicato del 25 giugno 2018 ha presentato il nuovo standard come successore del WPA2, con due versioni: Personal per le case e Enterprise per le aziende.
Le differenze che contano per chi usa il Wi‑Fi tutti i giorni sono queste:
- Password indovinate: secondo la Wi‑Fi Alliance, chi usa WPA3‑Personal riceve una protezione maggiore contro i tentativi di indovinare la password.
- Disconnessioni “fasulle”: le reti con il nuovo standard devono usare i Protected Management Frames, che rendono più difficile buttare fuori i dispositivi con pacchetti falsi.
- Reti aziendali: il WPA3‑Enterprise offre l’equivalente di una protezione crittografica a 192 bit, pensata per reti con dati delicati.
- Compatibilità: esiste una modalità di transizione, così anche i dispositivi vecchi continuano a collegarsi.
C’è poi un dettaglio che lo rende ancora più importante: la Wi‑Fi Alliance indica che il WPA3 è obbligatorio per i dispositivi Wi‑Fi CERTIFIED. Tradotto: i router e i telefoni certificati recenti lo supportano già. Spesso manca solo una spunta nelle impostazioni.
Quando il WPA2 non basta più
Il WPA2 non è “rotto” nel senso che chiunque entra. Nel 2017 però un ricercatore ha pubblicato le vulnerabilità chiamate KRACK, poi corrette con aggiornamenti. È la prova che anche una serratura famosa invecchia, e che il firmware va tenuto aggiornato.
Il problema vero, quello che trovo spesso, è un altro: password di fabbrica stampata sull’etichetta, oppure “nome del cane più anno di nascita”. Con il WPA2 una chiave così è un invito. Con il lucchetto nuovo il rischio cala molto, ma una password decente resta comunque obbligatoria.
⚠️ Attenzione: alcune telecamere Wi‑Fi, stampanti e prese smart economiche supportano solo il WPA2. Se attivi il “solo WPA3” possono sparire dalla rete. Prima di cambiare, controlla la scheda tecnica o usa la modalità mista.
🔧 SEZIONE TECNICA – per addetti ai lavori
Se non sei del mestiere puoi saltarla: la parte pratica è subito dopo.
| Voce | WPA2‑Personal | WPA3‑Personal |
|---|---|---|
| Scambio chiavi | PSK con 4‑way handshake | SAE (Simultaneous Authentication of Equals) |
| PMF (802.11w) | Facoltativo | Obbligatorio |
| Attacco a dizionario offline | Possibile catturando l’handshake | Mitigato da SAE |
In modalità transition l’AP annuncia sia PSK sia SAE: comodo, ma i client WPA2 restano esposti ai limiti del WPA2. Sulle reti ospiti valuta Wi‑Fi Enhanced Open (OWE), che cifra anche le reti senza password.
In pratica: cosa fare
- Entra nel router (indirizzo e credenziali sono quasi sempre sull’etichetta) e cerca la voce “Sicurezza wireless”.
- Scegli “WPA2/WPA3” (modalità mista) se in casa hai dispositivi vecchi; scegli la sola modalità nuova se sono tutti recenti.
- Cambia la password di fabbrica con una frase lunga, facile da ricordare per te e difficile per gli altri.
- Aggiorna il firmware del router: è lì che arrivano le correzioni di sicurezza.
- Crea una rete ospiti per amici, clienti e dispositivi smart, separata da PC e NAS.
- Controlla chi è collegato: ti spiego come nella scheda chi usa il mio Wi‑Fi.
Non sai se il router supporta il nuovo standard? Se è stato dato dall’operatore parecchi anni fa, è probabile di no. Per un’azienda o una struttura ricettiva conviene progettare la rete da capo: ne parlo nella pagina sulle reti Wi‑Fi aziendali. E se vuoi evitare gli sbagli più comuni, leggi gli errori Wi‑Fi più diffusi nelle case.
💡 In breve: attiva il WPA3 dove puoi, usa la modalità mista se qualche dispositivo protesta e, in ogni caso, butta via la password scritta sull’etichetta.
Domande correlate
Il WPA3 rallenta la connessione?
No, nell’uso di tutti i giorni non ti accorgi di differenze di velocità. Il lavoro in più si fa al momento del collegamento, non durante la navigazione.
Posso usare il WPA3 con dispositivi vecchi?
Solo se il router è impostato in modalità mista. I dispositivi vecchi si collegano in WPA2, quelli nuovi con il protocollo recente. È il compromesso più comodo.
Con un router moderno posso tenere una password semplice?
Meglio di no. Il nuovo standard rende molto più difficile indovinarla, ma una password corta resta facile da passare di mano in mano. Usa una frase lunga e cambiala quando serve.
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