contatore free Vai al contenuto

Che fine ha fatto Linkem?

Che fine ha fatto Linkem? Dal WiMAX alla fusione con Tiscali, dalla rete venduta a WindTre al marchio passato a Canarbino nel 2026: la storia e cosa cambia per i clienti.
Antenna sul tetto: che fine ha fatto Linkem e la sua rete FWA

Che fine ha fatto Linkem? Non è sparita: in vent’anni ha cambiato tecnologia, padroni e perfino nome della società, ma il marchio è ancora lì, sulle bollette di migliaia di famiglie. È una domanda che mi fanno spesso, di solito guardando quella vecchia antenna bianca sul tetto o sul balcone. E la risposta, a raccontarla bene, sembra la trama di una serie TV: fusioni, cessioni, frequenze vendute, un’asta, un’antenna che cambia forma.

In questo articolo ti racconto la storia di Linkem tappa per tappa, solo con fatti verificati e con le fonti linkate. Poi vediamo la parte che interessa davvero a te: cosa significa oggi per chi era cliente, cos’è la FWA (la tecnologia su cui Linkem ha costruito tutto) e quali alternative hai in Sardegna se stai pensando di cambiare.

Che fine ha fatto Linkem: la risposta breve

Se vai di fretta, eccoti il riassunto. L’azienda nata con il nome Linkem non esiste più come la ricordi. Si è divisa in due pezzi: da una parte i clienti e il marchio, dall’altra la rete con le antenne e le frequenze.

I clienti e il marchio sono finiti nel 2022 dentro Tiscali. La rete invece è rimasta alla vecchia società, che ha cambiato nome in OpNet e nel 2024 l’ha venduta a WindTre. Infine, nel 2026, il ramo consumer di Tiscali (con dentro i marchi Tiscali e Linkem) è passato in affitto, con impegno di acquisto, al Gruppo Canarbino.

💡 In breve: il marchio Linkem è vivo e il servizio continua. Sono cambiati i proprietari dietro le quinte: prima Tiscali, oggi una società del Gruppo Canarbino. La rete radio, invece, dal 2024 è di WindTre.

Detto così sembra un gioco delle tre carte. Andiamo con ordine, che la storia merita.

Gli inizi: da Megabeam al WiMAX

Tutto parte nel 2001. Secondo la pagina Wikipedia dedicata alla società (oggi OpNet), l’azienda nasce come Megabeam Italia S.p.A., fondata da Davide Rota insieme a un gruppo di manager. Solo qualche anno dopo prende il nome con cui la conosciamo tutti: Linkem.

L’idea di fondo era semplice e, per l’Italia di allora, coraggiosa: portare internet veloce senza passare dal doppino del telefono. Niente cavo fino a casa, ma un segnale radio tra un’antenna dell’operatore e una piccola antenna sul tetto del cliente. Come una radio, solo che invece della musica passano i dati.

La svolta arriva nel 2008, con l’asta italiana per le frequenze WiMAX nella banda dei 3,5 GHz. Sempre secondo Wikipedia, la società capogruppo di Linkem si aggiudica le frequenze tra 3,4 e 3,6 GHz in 13 regioni. Da quel momento Linkem ha in mano una risorsa preziosa: frequenze sue, in licenza, non condivise con chiunque.

Perché è importante? Perché le frequenze licenziate sono come una corsia riservata in autostrada. Il Wi‑Fi di casa usa frequenze libere, dove tutti possono trasmettere e spesso si pestano i piedi. Una frequenza in licenza, invece, la usa solo chi l’ha pagata.

Una curiosità per chi ha buona memoria: tra il 2012 e il 2013 Linkem fa anche pubblicità in TV con testimonial molto noti, Belén Rodríguez e la pallavolista Francesca Piccinini. Era il periodo in cui il marchio cercava di farsi conoscere dal grande pubblico, soprattutto nelle zone dove l’ADSL arrivava male o non arrivava affatto.

Traliccio con antenne radio come quelli usati dalla rete Linkem
Le stazioni radio base: il cuore di ogni rete FWA.

Dal WiMAX al 4G: cambia l’antenna sul tetto

Il WiMAX era una buona tecnologia, ma il mondo dei telefonini stava andando da un’altra parte: verso l’LTE, quello che sul telefono chiamiamo 4G. E quando tutto il mondo sceglie una strada, restare sull’altra significa ritrovarsi con apparati sempre più rari e più cari.

In un’intervista pubblicata nel 2015 da ZTE, uno dei fornitori di apparati, Linkem racconta di aver deciso nel 2013 di passare dal WiMAX all’LTE, sempre sulla banda dei 3,5 GHz, e di aver lanciato i servizi LTE a dicembre 2014. Nella stessa intervista l’operatore spiega di disporre di 84 MHz di spettro in quella banda.

Per i clienti questo voleva dire una cosa molto concreta: cambiare l’antenna. Wikipedia ricorda infatti che l’attivazione della copertura LTE si accompagnò a una campagna di sostituzione delle antenne esterne WiMAX. Chi ha avuto Linkem in quegli anni probabilmente si ricorda il tecnico che saliva sul tetto per il cambio.

È stata un’operazione delicata anche lato rete. Le due tecnologie hanno dovuto convivere per un periodo sulle stesse frequenze, un po’ come rifare l’asfalto di una strada senza chiuderla al traffico: si lavora una corsia alla volta.

Negli anni successivi la rete cresce. Wikipedia parla di circa 1.200 stazioni radio base e di circa 2.000 comuni serviti. E arrivano anche le frequenze a 26 GHz, quelle ad altissima capacità usate per il 5G.

Il matrimonio con Tiscali e la nascita di OpNet

Qui la storia diventa interessante anche per noi sardi, perché entra in scena Tiscali, l’operatore nato a Cagliari. Il 30 dicembre 2021 i consigli di amministrazione approvano la fusione: la parte commerciale di Linkem, cioè la società Linkem Retail con i suoi clienti, viene incorporata in Tiscali.

La fusione diventa effettiva il 1° agosto 2022. Come riporta la voce Wikipedia su Tessellis, la vecchia Linkem diventa l’azionista di maggioranza di Tiscali, con il 58,60%. In pratica chi portava i clienti diventa anche il primo azionista di Tiscali.

E i clienti? Ai tempi SmartWorld spiegava cosa cambiava: il servizio continuava senza modifiche e senza variazioni di prezzo, i contratti restavano validi e dalla fattura successiva compariva la ragione sociale di Tiscali. Il marchio Linkem restava in vita accanto a quello Tiscali.

Nel frattempo la vecchia società Linkem, rimasta proprietaria della rete, cambia nome in OpNet e si concentra sul mercato all’ingrosso: non vende più ai privati, ma offre la propria rete ad altri operatori. Pochi mesi dopo, il 19 gennaio 2023, anche Tiscali S.p.A. cambia nome e diventa Tessellis, che continua a gestire i due marchi commerciali.

💡 In breve: dal 2022 “Linkem” è soltanto un marchio commerciale. La società che lo aveva creato si chiama OpNet e si occupa di rete, non di clienti.

La rete passa a WindTre

Il capitolo successivo riguarda le antenne. Il 2 febbraio 2024 OpNet firma un accordo con Wind Tre, annunciato nel comunicato stampa ufficiale di OpNet: WindTre compra le attività di telecomunicazione di OpNet, con l’esclusione della partecipazione in Tessellis.

L’operazione si chiude il 1° agosto 2024, dopo il via libera dell’Antitrust arrivato a maggio. Secondo MondoMobileWeb, WindTre rileva il 100% di una nuova società, BrightCo, in cui OpNet ha conferito i diritti d’uso delle frequenze tra 3,4 e 3,6 GHz e tra 24,5 e 26,5 GHz, oltre alla rete 5G standalone nazionale.

Tradotto: la “strada” su cui viaggiava Linkem, con le frequenze conquistate all’asta del 2008, oggi appartiene a un grande operatore mobile. Il marchio con cui il cliente firmava il contratto, invece, è rimasto da un’altra parte. Una separazione netta tra chi possiede la rete e chi vende il servizio.

Tecnico che installa un'antenna FWA sul tetto
Il puntamento corretto decide la qualità della linea.

2026: il marchio Linkem cambia ancora casa

Arriviamo ai giorni nostri. Nella relazione sul primo semestre 2025, ripresa da MondoMobileWeb, Tessellis indicava circa 290 mila clienti FWA con marchio Linkem al 30 giugno 2025, in calo del 21,3% rispetto a un anno prima. Numeri ancora importanti, ma in discesa.

Nel 2026 Tessellis avvia una procedura di composizione negoziata della crisi d’impresa e accetta l’offerta del Gruppo Canarbino per il proprio ramo consumer. Dal 1° giugno 2026, come racconta MondoMobileWeb, il ramo consumer di Tiscali Italia è affittato a Smeraldo S.p.A., società interamente controllata da Canarbino, per 12 mesi prorogabili di altri 3, con l’impegno irrevocabile ad acquistare ramo e marchi.

Nel frattempo i marchi Tiscali e Linkem sono concessi in licenza a Smeraldo. Il 9 giugno 2026 l’Antitrust ha dato il via libera all’operazione senza avviare istruttorie, come riportato nell’articolo del 30 giugno 2026. Il passaggio definitivo di proprietà è legato ad alcune condizioni, tra cui l’omologa dei piani di risoluzione della crisi.

Per i clienti, la comunicazione ufficiale è stata rassicurante: l’avvio dell’affitto non comporta interruzioni del servizio e non serve fare nulla. Dal 1° giugno 2026 sono però state aggiornate le condizioni contrattuali con i nuovi dati societari, anche per chi era già cliente, come spiegato in questo approfondimento.

Cosa significa oggi per chi ha Linkem

Ricapitoliamo dal tuo punto di vista. Se hai ancora un abbonamento Linkem attivo e funziona, non c’è nessun motivo per andare nel panico. Il servizio prosegue, e i passaggi societari sono avvenuti senza staccare la spina a nessuno.

Detto questo, ci sono tre cose sensate da fare, giusto per non farsi trovare impreparati:

  • Leggi le nuove condizioni contrattuali. Sono pubblicate sul sito del marchio. Guarda soprattutto chi è la società che ti fattura e i recapiti dell’assistenza.
  • Controlla le fatture dei prossimi mesi: intestazione, importo, eventuali voci nuove. Se qualcosa non torna, chiedi spiegazioni subito, non dopo un anno.
  • Fai un test di velocità e di latenza in orari diversi. Se la linea è peggiorata nel tempo, è il momento giusto per guardarsi intorno con calma.

Se invece sei un ex cliente e hai ancora l’antenna sul tetto, sappi che non sei il solo: è una situazione che trovo spesso. Quell’antenna, se il contratto è chiuso, è solo un soprammobile esposto al vento. Prima di toglierla o riusarla controlla però i documenti di chiusura del contratto, per capire se l’apparato andava restituito.

⚠️ Attenzione: non salire sul tetto da solo per smontare antenne e staffe. Un’antenna è leggera, la caduta no. Se va tolta, fallo fare a chi lavora in quota con le attrezzature giuste.

E se ti chiedi “ma allora la tecnologia era sbagliata?”, la risposta è no. La storia societaria è stata movimentata, ma l’idea alla base, cioè internet via radio con un’antenna fissa, oggi è più viva che mai. Ha solo un nome diverso: FWA.

Cos’è la FWA oggi, spiegata semplice

FWA sta per Fixed Wireless Access, accesso fisso senza fili. È esattamente quello che faceva Linkem: un’antenna sul tuo tetto “parla” via radio con un’antenna dell’operatore, piazzata su un traliccio o su un’altura, a volte a diversi chilometri di distanza. Da lì il segnale entra nella rete dell’operatore, spesso collegata in fibra.

Il paragone che uso sempre è quello del telefono senza fili di casa. La base è collegata al muro, la cornetta gira libera. Nella FWA la “base” è il traliccio, la “cornetta” è l’antenna sul tetto. Con una differenza importante: l’antenna non si muove mai. Ed è proprio questo che la rende più stabile di una normale connessione mobile.

Rispetto ai tempi del WiMAX sono cambiate molte cose:

  • Le tecnologie: oggi si usano 4G e 5G, gli stessi standard dei telefoni, con apparati più efficienti.
  • Le antenne: sono più piccole, spesso con il modem integrato direttamente nell’unità esterna. In casa arriva solo un cavo di rete verso il router.
  • Le reti: molte FWA moderne nascono collegate alla fibra, per cui il traliccio non è più il collo di bottiglia di una volta.

Un altro vantaggio poco conosciuto è la latenza, cioè il tempo di risposta della linea. Su una FWA ben fatta è di solito bassa, molto più bassa di quella di un satellite geostazionario. Se non sai bene cosa sia, trovi tutto spiegato nella nostra wiki sulla latenza: è il numero che decide se una videochiamata va liscia o a scatti.

Prima di attivare una FWA: cosa controllare

La FWA è una soluzione ottima, ma non è magia. Funziona bene solo se ci sono le condizioni giuste. Ecco cosa controllo sempre prima di consigliarla, e cosa puoi verificare anche tu.

1. La linea di vista verso il ripetitore

È la regola numero uno. L’antenna sul tetto deve “vedere” quella dell’operatore, o quasi. Le onde radio non amano colline, palazzi, alberi grandi e capannoni. Una collina in mezzo è come un muro tra due persone che parlano: si sente poco o niente.

Non basta nemmeno che lo sguardo passi “di striscio”. Il segnale viaggia in una specie di sigaro invisibile attorno alla linea retta, e se quel sigaro è tagliato da un tetto o da una chioma il segnale si indebolisce. Nella sezione tecnica qui sotto ti do anche la formula per chi vuole fare due conti.

2. La copertura reale, non solo quella sulla mappa

Le mappe di copertura degli operatori sono utili, ma sono stime. Il tuo indirizzo può risultare coperto e la tua casa trovarsi dietro l’unico pino del paese. Per capire quali tecnologie arrivano al tuo indirizzo, ti consiglio la guida su come verificare se il tuo comune è cablato e dove arriva la FWA.

3. Gli alberi che crescono

Un dettaglio che in campagna fa la differenza. Il collegamento perfetto di oggi può peggiorare tra due anni, quando il carrubo del vicino o il filare di eucalipti avrà messo su qualche metro. Il fogliame, soprattutto bagnato, assorbe il segnale. Meglio pensarci prima e scegliere un punto di installazione più alto.

4. Dove e come viene montata l’antenna

Un buon palo, fissato bene, puntato con gli strumenti e non “a occhio”. Cavo per esterni, protetto dai raggi UV, con un percorso pulito fino al router. Sono dettagli che non vedi in fattura, ma che decidono se la linea dura dieci anni o va in crisi alla prima maestralata.

5. Il contratto

Leggi durata, eventuali vincoli, costi di attivazione e di recesso, e chi è il proprietario dell’antenna. Chiedi anche quanti utenti condividono la stessa cella: non tutti te lo diranno, ma chi lavora bene sa darti un’idea della saturazione nelle ore serali.

💡 In breve: linea di vista libera, copertura verificata sul posto, installazione fatta a regola d’arte. Con queste tre cose una FWA funziona bene anche in campagna.

🔧 SEZIONE TECNICA – per addetti ai lavori
Se non sei del mestiere puoi saltarla: la parte pratica è subito dopo.

Le bande usate da Linkem nella sua storia

Periodo Tecnologia Banda
2008 – 2014 WiMAX (TDD) 3,4 – 3,6 GHz
dal dic. 2014 LTE-TDD (Band 42) 3,4 – 3,6 GHz
fase 5G 5G standalone 3,4 – 3,6 GHz e 24,5 – 26,5 GHz

Fonti: intervista ZTE 2015 e comunicato sul closing WindTre–OpNet ripreso da MondoMobileWeb (1° agosto 2024), linkati nel testo.

Zona di Fresnel: perché “vedere” non basta

Il raggio della prima zona di Fresnel nel punto del percorso a distanza d1 e d2 dalle due antenne vale: r = 17,32 × √(d1 × d2 / (f × d)), con r in metri, d1, d2 e d in km, f in GHz. Esempio: tratta di 5 km a 3,5 GHz, punto centrale (d1 = d2 = 2,5 km): r ≈ 10,3 m.

La regola pratica è tenere libero almeno il 60% del raggio, quindi circa 6 m sotto la congiungente, per non avere perdite significative per diffrazione. A 26 GHz il raggio si riduce molto, ma crescono l’attenuazione da pioggia e da vegetazione e le distanze utili si accorciano.

Valori radio di riferimento in LTE/5G FWA (indicativi)

Parametro Buono Critico
RSRP sopra -90 dBm sotto -105 dBm
RSRQ sopra -10 dB sotto -15 dB
SINR sopra 13 dB sotto 3 dB

Sono soglie di lavoro comunemente usate in campo, non valori normativi. In FWA il SINR conta più dell’RSRP: un segnale forte ma “sporco” (interferenze da celle vicine) rende meno di uno medio e pulito. In fase di puntamento conviene registrare i valori su più minuti, non la lettura istantanea.

Checklist di installazione

  • Verifica della congiungente e della prima zona di Fresnel (profilo altimetrico + sopralluogo).
  • Palo controventato o staffa a muro dimensionata per il vento, messa a terra secondo la regola dell’arte.
  • Cavo di rete da esterno (UV, preferibilmente schermato), passacavi sigillati, PoE con protezione dalle sovratensioni.
  • Puntamento sulla cella con il miglior SINR, non necessariamente la più vicina.
  • Test di throughput e latenza in fasce orarie diverse prima della consegna.

Alternative a Linkem in Sardegna

Che tu sia ancora cliente o ex cliente, la domanda pratica è sempre quella: cosa c’è di meglio, oggi, dove abito io? In Sardegna la risposta cambia molto da un indirizzo all’altro, a volte da una via all’altra dello stesso paese. Le strade principali sono quattro.

Fibra fino a casa (FTTH)

Se arriva, è quasi sempre la scelta migliore: veloce, stabile, latenza bassissima. Il problema è che in tante zone rurali e nelle case sparse non arriva, e non arriverà a breve. Vale la pena controllare prima di tutto il resto.

FWA di nuova generazione

È l’erede diretta del modello Linkem. Se l’indirizzo è coperto e c’è linea di vista verso un ripetitore, è spesso la soluzione con il miglior rapporto tra prestazioni e costo fuori dai centri abitati. Ti spiego come la progettiamo nella pagina dedicata alla connessione FWA.

Satellite

Dove non arriva né la fibra né una buona FWA, il satellite è la soluzione che funziona praticamente ovunque. Oggi ci sono sia i satelliti in orbita bassa, come Starlink, con latenze contenute, sia le soluzioni geostazionarie, come Eurona e CPN. Trovi tutte le opzioni nella pagina sulla connessione satellitare.

Router 4G/5G

Un router con SIM può andare bene come soluzione temporanea o di backup. Come linea principale di casa dipende molto dalla copertura e dall’affollamento della cella, e in genere è meno stabile di una FWA con antenna esterna dedicata.

Casa in campagna con antenna: alternative a Linkem in Sardegna
In campagna le alternative sono FWA e satellite.

Se vivi in campagna e vuoi un confronto più dettagliato tra satellite e FWA, ne ho parlato nell’articolo su Starlink, Eurona o FWA per internet in campagna. Lì trovi pro e contro di ciascuna soluzione, caso per caso.

👷 Il parere del tecnico

La storia di Linkem insegna una cosa semplice: il nome sulla bolletta può cambiare, la fisica no. Una connessione via radio funziona se l’antenna vede bene il ripetitore e se è montata come si deve. Prima di firmare qualsiasi contratto, FWA o satellite che sia, fate fare un sopralluogo serio. Costa poco e vi evita anni di linea che “a volte va, a volte no”. — Gianfranco Grassi, Internet Ovunque Sardegna

Sondaggio · 5 secondi
Eri cliente Linkem?
Voto anonimo.

Domande frequenti su Linkem

Linkem esiste ancora?

Sì, come marchio commerciale. Dal 2022 è stato gestito da Tiscali (poi Tessellis) e dal 1° giugno 2026 è concesso in licenza a Smeraldo S.p.A., società del Gruppo Canarbino, che si è impegnata ad acquistarlo.

Chi possiede oggi la rete di Linkem?

Le attività di rete e le frequenze della vecchia Linkem, poi OpNet, sono state acquistate da WindTre con un’operazione chiusa il 1° agosto 2024.

Se ho Linkem devo fare qualcosa?

Secondo le comunicazioni ufficiali no: il servizio prosegue senza interruzioni. Conviene comunque leggere le condizioni contrattuali aggiornate dal 1° giugno 2026 e controllare le fatture.

La FWA è la stessa cosa di Linkem?

No: la FWA è la tecnologia, Linkem è un marchio che l’ha usata. Oggi la FWA è offerta da diversi operatori con tecnologie 4G e 5G, più evolute rispetto ai tempi del WiMAX.

Cosa faccio della vecchia antenna sul tetto?

Se il contratto è chiuso, controlla prima nei documenti se l’apparato andava restituito. Per lo smontaggio affidati a chi lavora in quota in sicurezza.

Avevi Linkem e cerchi una connessione più stabile?
Verifichiamo FWA e satellite al tuo indirizzo e installiamo in tutta la Sardegna. Sopralluogo e preventivo gratuiti.

Scopri la connessione FWA → · Assistenza tecnica · Scrivici su WhatsApp · 📞 320 539 9000

Scritto da Gianfranco Grassi

Tecnico di Internet Ovunque Sardegna: installo e seguo connessioni satellitari, reti Wi‑Fi e impianti di videosorveglianza per case e aziende in tutta l’isola. Nel digitale dal 2004. Qui racconto quello che vedo ogni giorno sul campo, in parole semplici.

Condizioni dell’Abbonamento Starlink con Assistenza per Privati

 

  • Vincolo Contrattuale: L’abbonamento ha una durata minima di 12 mesi consecutivi dalla data di attivazione.

  • Periodo di Prova: È previsto un periodo di prova di 30 giorni (con abbonamento attivo).

  • Condizioni per i 12 Mesi Iniziali: Durante il primo anno di contratto, non è possibile:

    • Sospendere l’abbonamento.

    • Spostare l’impianto in una località diversa da quella registrata.

    • Disdire il servizio anticipatamente.

  • Penalità: In caso di mancato rispetto di una delle condizioni sopra elencate, il cliente accetta di corrispondere a Internet Ovunque Sardegna una penale di € 349,00. Internet Ovunque Sardegna si impegna a corrispondere tale somma a Starlink, sollevando il cliente da ogni rapporto diretto con l’operatore in merito a tale sanzione.

  • Costo e Dettagli del Servizio:

    • Il servizio di internet via satellite con assistenza prioritaria ha un costo di € 49,00 al mese.

    • Questo servizio è integrato con l’abbonamento Starlink.

    • Internet Ovunque Sardegna si impegna ad intervenire tempestivamente sulla segnalazione di guasti o malfunzionamenti da parte del cliente. Gli interventi tecnici per qualsiasi problema all’impianto sono gratuiti, ma la riparazione e l’eventuale ripristino del servizio saranno comunque legati alle tempistiche necessarie per ricevere i pezzi di ricambio necessari.

    • Il servizio esclude il costo degli eventuali materiali necessari per riparazioni o sostituzioni.

  • Garanzia e Responsabilità:

    • Internet Ovunque Sardegna non è responsabile per malfunzionamenti o interruzioni del servizio dovuti all’operatore Starlink.

    • L’hardware fornito (kit antenna) è coperto da una garanzia del produttore. Per i dettagli specifici e la durata, si rimanda ai termini e alle condizioni di servizio di Starlink. Il servizio di assistenza di Internet Ovunque Sardegna non sostituisce né modifica la garanzia del produttore.

    • Il cliente si impegna a non modificare l’installazione dell’impianto o la configurazione dello stesso, pena il decadimento della garanzia.

    • La garanzia sull’impianto non copre eventi atmosferici di natura eccezionale (vento, grandine), danneggiamenti dovuti ad atti dolosi o da animali.

  • Disdetta del Servizio: Dopo i 12 mesi di vincolo, il cliente può disattivare il servizio in qualsiasi momento, inviando una comunicazione scritta via email a contatti@internetovunquesardegna.it con un preavviso di 30 giorni.

  • Pagamento: L’attivazione e il canone mensile avvengono tramite pagamento PayPal oppure tramite addebito su conto corrente.